Richiedere un prestito con un’ipoteca su un immobile, e cioè optando per utilizzare come garanzia la propria casa, è sicuramente una possibilità valida per ottenere un prestito anche in caso d’assenza di una busta paga. Vediamo quali sono i casi in cui è consentito offrire come garanzia un immobile, quale documentazione è necessaria e quali sono i rischi a cui si potrebbe andare incontro.
Ipoteca sulla casa
In genere la casa viene offerta come garanzia per un prestito nel caso in cui si fosse decisi all’acquisto di un nuovo immobile (o quello da ipotecare) e si avesse l’esigenza di un prestito per cercare di acquistarlo. Anche chi non detiene busta paga può cercare di ottenere un prestito in questo modo, ma la cifra dovrà ovviamente essere proporzionale (o leggermente inferiore) a quella della casa da ipotecare.
Inoltre bisogna tener conto del fatto che non possedere busta paga non significa non dover avere le dovute garanzie: la banca richiederà come tutta la documentazione atta a stabilire l’affidabilità creditizia del richiedente prima di concedergli il prestito, e se non dovesse sembrargli sufficiente potrebbe chiedere l’intervento di un garante terzo o di un cointestatario, ecc.
L’ipoteca rappresenta un diritto reale di garanzia grazie al quale, anche coloro che non detengano la busta paga o un contratto di lavoro a tempo indeterminato, possano comunque ottenere cifre piuttosto elevate per far fronte alle proprie necessità. Ovviamente c’è da tener conto del fatto che i guai legali e fiscali nel caso in cui il beneficiario dell’eventuale prestito dovesse incorrere nel caso di mancato pagamento delle rate, potrebbero costargli la casa e la sua affidabilità finanziaria.
Che cos’è il grado dell’ipoteca
Sullo stesso immobile più di un beneficiario può iscrivere un’ipoteca e, a seconda del periodo in cui sia stata iscritta, l’ipoteca viene detta di primo, secondo, terzo grado e così via. L’ordine dell’ipoteca può essere modificato mediante un patto stipulato tra i soggetti interessati, mentre invece per quanto riguarda la cifra cui essi possano fare riferimento per stabilire il valore dell’ipoteca, essa è di solito il residuo rispetto a quello concordato dal debitore di primo grado.
Chi eroga il credito e come si fa
In genere l’ipoteca sulla casa e la presenza d’immobili di proprietà è utile nel caso in cui il richiedente non possieda una busta paga, e per questo abbia necessità di dimostrare attraverso la propria affidabilità creditizia di potersi “permettere” il prestito. L’ipoteca sulla casa, così come il mutuo ipotecario, viene generalmente impiegata come mezzo per ottenere abbastanza liquidità da poter acquistare l’immobile o fare lavori di ristrutturazione. La durata del finanziamento ovviamente varierà a seconda del tipo di bene ipotecato e dalla richiesta finanziaria avanzata alla banca: in genere per i richiedenti con merito creditizio più alto è più facile ottenere finanziamenti vantaggiosi e con interessi più bassi.
Oggi è comunque possibile valutare le diverse opzioni finanziarie offerte da banche e dagli istituti di credito attraverso i loro portali online: attraverso degli appositi simulatori sarà facile vedere quale potrebbe essere il piano di restituzione per la cifra di cui necessitiamo.
Quanto tempo ci vuole per ottenere un finanziamento di questo tipo?
I tempi per l’erogazione variano di banca in banca, ma necessariamente i prestiti con garanzia immobiliare necessitano di tempi più lunghi rispetto ad altre tipologie: nel caso dell’ipoteca sulla casa la banca dovrà visionare le condizioni dell’immobile e valutare che la richiesta del finanziamento sia commisurata a quanto richiesto. Inoltre la procedura per ipotecare una casa non può essere svolta online come per i micro prestiti e i prestiti veloci: è necessario recarsi da un notaio e la casa deve essere iscritta ai pubblici registri per tutta la durata del prestito.
In genere per ottenere prestiti di questo tipo possono volerci anche svariati mesi nel caso in cui la propria condizione finanziaria non sia ritenuta altamente affidabile dalle banche: sicuramente per accelerare i tempi un buon modo è quello di presentare tutta la documentazione fin dall’inizio. In genere invece la durata dei tempi d’ammortamento varia a seconda del valore del prestito, ma può partire dai 12 mesi ai 30 anni.
Documenti necessari: quali sono indispensabili
Così come per qualsiasi altra tipologia di finanziamento, per richiedere un prestito con la garanzia di un immobile (o più) di proprietà dovremo presentare i seguenti documenti:
- Carta d’identità in corso di validità (il richiedente dovrà avere età compresa tra i 18 e i 70 anni), o regolare permesso di soggiorno in caso di cittadini esteri.
- La tessera sanitaria
- Un conto corrente a proprio nome
- I documenti che attestino le entrate reddituali del richiedente (assegno di mantenimento, certificazione unica, TFR, cedolino della pensione, ecc.)
- I documenti che attestino l’eventuale possesso di altri beni di valore (prima casa, seconda casa, ecc).
Oltre ai documenti presenteremo una domanda inerente la nostra condizione finanziaria e familiare, in cui verranno descritti i seguenti punti:
- i propri dati anagrafici (e quelli di eventuali coobbligati o cointestatario dell’eventuale prestito)
- I membri del proprio nucleo familiare
- La propria occupazione lavorativa e finanziaria (eventuale presenza di contratti atipici, partita iva, pensione, ecc.)
- La qualifica professionale (libero professionista, impiegato, ecc.)
- Il reddito mensile e annuo a propri nome.
- La descrizione dell’eventuale unità immobiliare (comprensiva di giardino e descritta attraverso la metratura)
- La dichiarazione che attesti la presenza o l’assenza di ulteriori finanziamenti in atto.
- Eventuali certificati che attestino la presenza di altri beni immobili di valore.
E’ possibile che in caso di assenza di busta paga, la banca richieda ulteriori forme di garanzia nonostante la presenza di 1 o più immobili di proprietà: in tal caso avremo necessità di presentare un garante (e cioè una persona di fiducia, dotata di un buon merito creditizio e che in caso d’insolvenza “assicuri” alla banca di poter ripagare il debito) e anche di presentare ulteriori forme di garanzia.
In genere oltre al garante viene richiesta anche la firma su delle apposite polizze assicurative e su dei tassi di mora: è probabile quindi che il valore delle rate e del piano d’ammortamento dovrà essere riconsiderato anche in base a tutte le spese accessorie e aggiuntive.
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