Piccolo prestito Inpdap: guida, finanziamenti INPS Inpdap, informazioni

Uno degli enti previdenziali ad offrire pacchetti di piccoli o medi prestiti è l’Inps: in genere si tratta di finanziamenti a breve termine e che vengono rimborsati dai debitori attraverso rate mensili a tasso fisso trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione. Vediamo come fare a richiedere un prestito o un finanziamento presso l’Inps, quali categorie sociali possono beneficiarne e di che tipo di documentazione avremo bisogno.

A chi potrebbe spettare questo tipo di finanziamento

Anzitutto prima di recarsi all’Inps è bene sapere che le categorie a cui si rivolgono in genere questo genere di finanziamenti sono in particolar modo i dipendenti pubblici o i pensionati. Per lavoratori con contratti atipici o lavoratori autonomi, potrebbe quindi non essere prevista alcuna tipologia di agevolazione: in generale è necessario che i dipendenti iscritti alla Gestione Unitaria o che prestino servizio agli uffici amministrativi statali, siano iscritti al Fondo credito e versino regolarmente lo 0,35% dalla propria busta paga. Lo stesso vale per coloro che percepiscano pensione, e che quindi siano ex dipendenti di enti pubblici e abbiano aderito per tempo al fondo credito (versando il contributo dello 0,15%).

Gli importi che possono essere richiesti da queste categorie vanno da 1 a 8 mensilità nette dello stipendio (o del valore mensile dell’assegno pensionistico) e sono restituibili in rate da 12 a 48 mesi. Per quanto riguarda i pensionati il valore dell’importo che verrà trattenuto per l’ammortamento del debito sarà pari a un quinto della rata mensile, a cui inoltre vanno aggiunti gli interessi (spese amministrative, TAN e TAEG, fondo dei rischi, ecc.).

Chi può farne richiesta

Come già accennato a poter fare richiesta per questo genere di finanziamenti sono i dipendenti pubblici e i pensionati, i quali possono presentare il proprio modulo di richiesta il portale dell’Inps o recandosi  presso il proprio ufficio di competenza. Per inviare il modulo di richiesta per via telematica sarà necessario entrare in possesso delle proprie credenziali.

Anche i dipendenti con contratto a tempo determinato possono fare richiesta di piccoli o micro prestiti all’Inps: in tal caso il valore del prestito sarà proporzionale a quello spendibile dal richiedente fino alla durata del suo contratto di lavoro.

Come avviene il pagamento

Prestiti di lieve o media entità vengono erogati sul conto corrente del beneficiario (per quanto riguarda i pensionati l’Iban impiegato sarà lo stesso fornito per la pensione). La prima rata dell’ammortamento verrà richiesta (e trattenuta) al secondo mese da quando sarà stata accettata la richiesta e dovrà essere restituito nei modi e nei tempi prestabiliti dalla legge.

Anche in caso di estinzione anticipata del prestito, il tempo per la restituzione non dovrà comunque stabilire quello stabilito in fase di contratto con l’ente. In caso di morte o grave infortunio del beneficiario, il prestito viene considerato saldato e l’Inps non si rivale sugli eredi del beneficiario. Sul sito dell’Inps sono comunque riportate tutte le casistiche e i moduli studiati appositamente per l’estinzione anticipata del prestito.

Valore: a quanto ammonta e cos’è la cessione del quinto

La quota del prestito, e cioè l’intero valore della cifra ricevuta, sarà differente a seconda della durata dei tempi di rimborso, e sia dell’ammontare del valore dello stipendio o del prestito. Non bisogna dimenticare infatti che gli enti previdenziali così come moltissime banche o istituti di credito, sfruttano una formula piuttosto sicura  per rientrare in possesso della cifra erogata: la cessione del quinto. In questo modo una cifra pari al valore di un quinto dello stipendio o della pensione verrà direttamente trattenuta al momento dell’erogazione da parte degli uffici amministrativi, e quindi non ci saranno rischi a proposito di mancato ammortamento. Allo stesso modo il valore del prestito non potrà superare quella cifra, o il rischio per il beneficiario sarà quello di non riuscire a restituire tranquillamente quanto richiesto.

Tassi d’interesse

I piccoli prestiti dell’Inps o il Piccolo Prestito Gestione Pubblica, hanno di solito tassi d’interesse piuttosto convenienti: il tasso è fisso e comprende il TAN, le spese amministrative e un fondo rischi. Il tasso nominale annuo è di solito pari al 4,25%, mentre le spese sono dello 0,50%. A seconda dell’ammontare della cifra richiesta per il fondo rischi è possibile calcolare anche il Tasso annuo effettivo globale di questa tipologia di prestiti.

Calcolo ed erogazione

Di solito i prestiti vengono erogati mediante versamento sul conto corrente del beneficiario entro 60 giorni dalla ricezione dell’accettazione. Dopo altri 2 mesi il richiedente deve iniziare a pagare le rate per l’ammortamento. Per calcolare l’ammontare della rata prevista per il piano di restituzione è necessario che il richiedente faccia riferimento alle apposite tabelle realizzate dall’Inps, e che possano variare di anno in anno a seconda dei piani d’interesse o delle categorie sociali di riferimento.

Finanziamenti pluriennali diretti: cosa sono

Una delle formule per i prestiti Inps sono le formule pluriennali dirette, i quali hanno la durata di 2 anni e vengono in genere impiegati per il pagamento di spese finalizzate. Questo genere di finanziamento viene concesso dall’Inps in base alle spese che il beneficiario intenda effettuare, ed esse devono essere documentate attraverso apposita descrizione. Ovviamente non tutti possono fare richiesta per un finanziamento di questo tipo: in genere chi può farne richiesta sono i dipendenti o i pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria e che abbiano alle spalle il pagamento di almeno 4 anni di contributi.

Anche in questo caso la domanda per ricevere il finanziamento, così come tutta la documentazione, andrà compilata e inviata per via telematica.

Per quale genere di spese possono essere richiesti

Come abbiamo visto questo genere di finanziamento è di tipo finalizzato, e viene cioè erogato ai fini di pagare determinati tipi di spese. I prestiti diretti di questo tipo possono essere  pluriennali o quinquennali, e in genere sono erogati per far fronte a spese dovute a danni ambientali, traslochi, lavori condominiali, nascita di un figlio (o adozione), acquisto di un’auto o del primo immobile di proprietà, cure mediche, ecc. Gli importi in genere non superano le 20-30.000 euro, e come abbiamo visto i tempi di restituzione variano anche a seconda di quelle che sono le entrate reddituali mensili del beneficiario.

Esistono poi finanziamenti della durata di 10 anni, sempre per spese finalizzate, e che in genere permettono di ottenere cifre al di sopra dei 100.000 euro: ad esempio per l’acquisto di una casa cooperativa, riduzione o estinzione della rata di un mutuo, malattia grave di un componente del proprio nucleo familiari, altri casi di natura eccezionale.

Anche per questo genere di finanziamenti è possibile verificare il valore con le apposite tabelle sul portale online dell’istituto, e sempre attraverso di essi è possibile anche verificare il tempo previsto per l’ammortamento di questo genere di prestiti.

Finanziamenti garantiti: caratteristiche generali e funzionalità

Nei prestiti garantiti dell’Inps è l’istituto di credito a fare da garante affinché il richiedente ottenga la somma a lui necessaria. Ovviamente la cifra verrà erogata da enti convenzionati con l’Inps e le garanzie offerte non sono senza limiti: l’istituto copre la cifra solo in caso di decesso del beneficiario o nel caso di licenziamento dovuto a fallimento o altra motivazione valida. Nel caso in cui quindi il beneficiario sia realmente impossibilitato ad effettuare il rimborso, sarà l’Inps a farsi carico dell’estinzione cercando di recuperare la cifra mancante attraverso il TFR o altro.

Per ottenere uno di questi finanziamenti è necessario recarsi in uno degli uffici dell’Inps e presentare apposita domanda allo sportello di competenza (per prestiti finalizzati, come abbiamo visto, sono necessari i documenti che attestino le spese effettuate). Nel caso in cui la domanda dovesse risultare valida, i moduli verranno restituiti compilati al richiedente, il quale si occuperà di farli avere all’amministrazione e all’ufficio dell’Inps competente.

Come abbiamo visto per valutare quali siano le modalità di restituzione e le cifre a cui si possa sperare di aspirare con uno stipendio o una pensione di una determinata cifra è necessario recarsi sul portale dell’Inps (ex Inpdap) e utilizzare gli appositi moduli e simulatori online preposti a questo scopo. In questo modo è possibile inviare anche la documentazione, accelerando i tempi e soprattutto risparmiandosi lunghe file e ore d’attesa.

Sicuramente questo genere di prestiti e finanziamenti rappresentano una valida alternativa alle categorie sociali sopraelencate, ma come abbiamo visto  non si tratta di pacchetti di prestito indirizzati a chiunque e potrebbe non essere facile riuscire ad ottenerli: oggi online esistono molte soluzioni alternative, come le piattaforme di prestiti tra privati o i pacchetti per micro e piccoli crediti studiati dalle banche. Anche Poste Italiane offre diverse soluzioni, molte delle quali studiate anche per le categorie senza reddito.

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