Prestiti senza busta paga con garanzia immobile

Una delle forme di garanzie più diffuse per l’accettazione di un prestito, è quella di mettere un’ipoteca sulla propria casa o su un immobile di proprietà. Ovviamente non sempre questa forma di garanzia viene accettata, ed esistono delle condizioni ben precise perché l’immobile rappresenti una reale garanzia per le banche o le finanziare. Vediamo come fare a offrire un immobile come garanzia e quali sono le reali possibilità di ottenere un prestito anche senza busta paga.

Ipoteca sulla casa: cos’è e come funziona

Com’è noto ai tempi attuali è molto difficile ottenere un prestito senza busta paga. Spesso anche coloro che possiedono regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato sono costretti a procurarsi ulteriori forme di garanzia per vedersi accettare un prestito o un finanziamento, pertanto i lavoratori con contratti atipici, gli autonomi o i disoccupati, hanno già un discreto vantaggio sulla questione.

L’ipoteca sulla casa rappresenta sicuramente una forma di garanzia valida per le banche, che non sempre viene accettata e che sicuramente non ci permetterà di richiedere un prestito di valore troppo inferiore o superiore a quello dell’immobile (i due dovrebbero essere proporzionali). Ad ogni modo l’ipoteca sulla casa rappresenta un reale diritto di garanzia, e in caso di insolvenza del proprio debito la banca avrà tutti i diritti di confiscare l’immobile per cercare di venderlo e rientrare così del valore.

Per l’appunto i passaggi da fare per la banca in caso d’insolvenza sono molti: l’immobile potrebbe non essere in buone condizioni, e per trovare un acquirente disposto ad acquistarlo potrebbe volerci molto tempo. Per le banche si tratta di grandi spese in termini di tempo e di denaro, per questo le forme di garanzia più richieste sono altre (la fideiussione, ad esempio).

Come si fa a far ipotecare un immobile e cosa significa

Anzitutto perché l’immobile o la casa di nostra proprietà venga ipotecata, è necessario che su di essa venga svolta una perizia che ne determini il valore (in base alla metratura, alla zona, alle condizioni, ecc.). Determinare il valore dell’immobile è necessario per stabilire l’ammontare del prestito. Generalmente le banche richiedono la sottoscrizione dell’ipoteca di valore pari al 150-300% dell’importo del mutuo, così da tutelarsi in caso di svalutazione dell’immobile.

A seguire bisognerà contattare un notaio per far sì che l’immobile sia registrato ai pubblici registri, e dopo 10 giorni l’ipoteca diventerà valida a tutti gli effetti: la validità durerà per 20 anni (nel caso di annullamento e di estinzione del mutuo in tempi antecedenti, bisognerà provvedere alla cancellazione. Al contrario se il mutuo fosse ancora in atto, bisognerà provvedere a rinnovarla).

La banca generalmente eroga il finanziamento anche prima del consolidamento dell’ipoteca presso i registri pubblici: il prestito potrebbe essere concesso con la messa in ammortamento oppure con un prefinanziamento (il quale potrebbe costare un maggior tasso d’interessi, e pertanto è bene informarsi prima che il prestito venga erogato su quale delle due soluzioni sarà messa a nostra disposizione).

Quali beni possono essere ipotecati e quali tipologie di ipoteche esistono

Oltre alla casa o a un appartamento di proprietà, l’ipoteca può essere fatta anche su altri oggetti di valore come automobili, altri veicoli, titoli di Stato, o altri beni che siano stati iscritti nei registri pubblici. Infatti una delle condizioni necessarie affinché l’ipoteca sia possibile, è che l’oggetto sia regolarmente registrato presso i registri pubblici. Oggi esistono diversi tipi d’ipoteche, e si dividono principalmente in due categorie: le ipoteche volontarie e quelle giudiziali.

Per quanto riguarda l’ipoteca volontaria essa si basa su un contratto tra debitore e creditore, può essere attestata da un documento registrato dalle parti e il suo valore economico può andare a coprire l’intero del debito, così come superarlo.

L’ipoteca giudiziale invece ha basi sancite dal Codice Civile, e prevede che lo Stato possa rivalersi sui beni del debitore in caso di insolvenza. Questo tipo d’ipoteca può essere stipulata anche senza il consenso del debitore e in alcuni casi questa ipoteca potrebbe essere messa in atto in caso di un provvedimento di tipo giudiziale (ad esempio a seguito di una sentenza in cui il proprietario dell’immobile abbia accumulato debiti di un certo tipo. In quel caso lo Stato è tenuto a confiscare il bene per cercare di rientrare in possesso del valore del debito).

Come estinguere l’ipoteca su un immobile di proprietà

L’estinzione dell’ipoteca è vincolata dalla totale estinzione del debito. Nonostante l’annullamento, l’immobile potrebbe però essere ancora registrato nei registri pubblici, e pertanto bisognerà provvedere alla cancellazione (il contratto dura 20 anni dal momento della registrazione avvenuta). Nel caso di ipoteca avvenuta a seguito dell’accensione di un mutuo può accadere che la durata del suddetto sia inferiore al termine di 20 anni: in tal caso l’ipoteca risulterà estinta automaticamente al pagamento dell’ultima rata.

Mentre la cancellazione dell’ipoteca significa in ogni caso che l’ipoteca sia estinta, l’estinzione dell’ipoteca non significa che essa stessa sia cancellata dai registri immobiliari. Una volta estinto il mutuo, la banca rilascia un certificato di annullamento avvenuto ed esprime il proprio consenso per la cancellazione dell’ipoteca dai pubblici registri.

Iscrivere un’ipoteca su un’altra ipoteca: cosa significa

E’ possibile iscrivere un’ipoteca su un bene che sia già stato ipotecato? La risposta è sì. I pubblici registri immobiliari servono anche a tener memoria dei vari “gradi” di ipoteca raggiunti da un determinato immobile. Quando una casa viene ipotecata per la prima volta, quella ipoteca viene detta di 1° grado e tutte le altre avranno valore a scalare (2°, 3°, 4°, ecc.) Al momento della cancellazione di un’ipoteca di 1°, nel caso in cui ne esista una seconda essa prenderà il posto della prima, e così via. I creditori ipotecari con gradi successivi al primo possono utilizzare il bene ipotecato (in termini finanziari) solo dopo l’annullamento avvenuto per i creditori dei gradi precedenti.

La somma totale garantita dall’ipoteca non andrà necessariamente tutta al primo creditore, e per questo è infatti necessario stabilire il valore del bene ipotecato e registrarlo al momento dell’erogazione. Il valore dovrà essere proporzionale, e dovrebbe poter coprire anche per gli interessi (per tre anni), per le spese d’intervento esecutivo, e per le spese d’iscrizione e costituzione dell’ipoteca.

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